Latest Reviews

lunedì 14 settembre 2015

Libri in pillole : "Le ho mai raccontato del vento del nord" e "La settima onda" di Glattauer Daniel


Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente

Buona sera miei cari lettori!
Stasera il mio obiettivo non è quello di scrivere una recensione ma di darvi dei piccoli assaggi di due libri che ho amato tantissimo nella speranza di invogliarvi alla lettura.
I libri in questione compongono una duologia che consiglio davvero con tutto il cuore a voi lettrici romantiche.
Ecco le trame!

 Le ho mai raccontato del vento del nord

Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, il romanzo descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?


La settima onda

Emmi e Leo: per chi ancora non li conosce, sono i protagonisti di un amore virtuale appassionante, che ha vissuto ogni sorta di emozione, a parte quella dell'incontro vero. Sì, perché dopo quasi due anni, Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi e partire per Boston, per ricominciare una nuova vita. Emmi non si dà però per vinta, e riesce nell'impresa di riallacciare i rapporti con Leo. Mentre lei è ancora felicemente sposata con Bernhard, per Leo in nove mesi le cose sono cambiate, eccome: in America ha conosciuto Pamela e finalmente ha iniziato la storia d'amore che ha sempre sognato. Si sa, però, l'apparenza inganna. Ritornano le schermaglie via e-mail che hanno tenuto col fiato sospeso i numerosi lettori di Le ho mai raccontato del vento del Nord, e anche stavolta promettono scintille.



Una duologia dal romanticismo intenso.
Un amore coinvolgente, straziante, desiderato, sperato, immaginato.
...un amore che va assaporato lentamente...

 Daniel Glattauer io credo, sinceramente, di amarti. 
E credo di amare Leo. Probabilmente personaggio "più perfetto" non esiste".
LEO LEO LEO... capace di parole così intense, di lettere straripanti d'amore, di parole non dette eppure perfettamente sentite.
LEO, LEO, LEO... il mio cuore, per te, ha perso dieci, cento,mille battiti...
Ma bando alle ciance vi lascio alle mie pillole! Buona lettura.


"Mi scuote nel profondo, mi emoziona, a volte vorrei mandarla a quel paese, ma altrettanto volentieri me la vado a riprendere."
 




Per mesi, ho visto Emmi in ogni donna che incrociavo per strada. Nessuna però poteva competere con quella vera, nessuna poteva farle concorrenza, perché quella reale era al riparo da qualunque pubblico, superata dalla società, isolata, era tutta per me nel mio computer. Li andava a prendermi al lavoro. Li mi aspettava prima, dopo, al posto della colazione. Li mi augurava la buona notte al termine di una lunga serata insieme. E' capitato abbastanza spesso che si trattenesse con me fino alle prime luci dell'alba, nella mia stanza, nel mio letto, si infilasse di nascosto sotto le coperte, accanto a me. Eppure è rimasta sempre irraggiungibile, inafferrabile. Le sue immagini erano così delicate e fragili che non avrebbero retto al mio sguardo concreto senza formare crepe e incrinature. Avevo l'impressione che questa Emmi artefatta fosse di filigrana, tanto che se l'avessi sfiorata anche solo una volta si sarebbe accartocciata. Il suo corpo non era nient'altro che l'aria fra i tasti delle lettere con cui giorno dopo giorno la plasmavo a parole. Un soffio... e sarebbe sparita. "



"E un giorno, ci incontreremo in un caffè o in metropolitana. cercheremo di non riconoscerci o di fingere di non vederci, ci gireremo svelti dall'altra parte. Saremo imbarazzati per ciò che è diventato il nostro "noi", per quello che ne è rimasto. Niente. Due estranei uniti da un passato immaginario, da cui a lungo si sono lasciati ingannare vergognosamente."

 
 
“Cara Emmi, nella parte più interna della mia mano sinistra, suppergiù al centro, dove la linea della vita è intralciata da grandi pieghe ad arco e devia verso l’arteria radiale, lì c’è un punto. Lo osservo, ma non riesco a vederlo. Lo fisso, ma non si lascia trattenere. Posso solo sentirlo. Lo percepisco anche a occhi chiusi. Un punto. E’ così forte al tatto che mi vengono le vertigini.
Quando mi concentro su di esso, il suo effetto si propaga fino alle punte dei piedi. Mi pizzica, mi solletica, mi riscalda, mi scuote. Stimola la circolazione del sangue, dirige il mio polso, decide il ritmo del battito cardiaco. E nella testa fa l’effetto inebriante di una droga, dilata la mia coscienza, allarga il mio orizzonte. Un punto. Potrei ridere dalla gioia, da quanto mi fa bene. Potrei piangere per la felicità di possederlo e di esserne stato catturato e ricolmo fino alle membra più sottili. Cara Emmi, nella parte più interna della mia mano sinistra, là dove si trova quel punto, oggi pomeriggio, saranno state all’incirca le 16, al tavolo di un caffè è avvenuto un incidente. La mia mano voleva prendere un bicchiere d’acqua.
E’ stato allora che le sono venute incontro le dita disinvolte di un’altra mano, delicata, hanno tentato di frenare, hanno tentato di sterzare, hanno tentato di evitare la collisione. Ce l’avevano quasi fatta. Quasi. Per una frazione di secondo, la morbida punta di un dito dallo scatto rapido si è ritrovata sulla parte più interna della mia mano che afferrava il bicchiere. Questo ha generato un leggero contatto. Io l’ho conservato. Nessuno potrà portarmelo via. Ti sento. Ti vedo. Ti riconosco. Sei la stessa. Sei identica. Sei il mio punto.”
 



 

"Comunque, non posso certo perderti. C’è così tanto ti te dentro di me. L’ho sempre considerato un arricchimento. Ogni Emmipressione sensoriale è un accredito. Dirti addio vorrebbe dire non pensarti più, non provare più nulla. Credimi, sono mille miglia lontano dal volerti dire addio"
 
 

 


“Sono riuscito a vederti come se tu fossi lì solo e soltanto per me, come se ti avessero inventata apposta per me, come se avessero aperto il ristorante italiano solo per noi, come se avessero costruito il tavolo perché così, là sotto, le nostre gambe potessero sfiorarsi, come se, all’epoca, vent’anni fa, avessero piantato la ginestra davanti al mio portone unicamente per noi due, prevedendo che sarebbe sfiorita quando noi, vent’anni dopo, ci saremmo baciati e abbracciati davanti a lei.”




“Ti porto sempre con me, attraverso i continenti e i paesaggi dell’anima, come sogno, come illusione di perfezione, come sublime concetto d’amore.”









2 commenti:

  1. La settima onda sembra proprio un bel libro.. credo che lo leggerò <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si è davvero bellissimo ma prima mi raccomando leggi "le ho mai raccontato del vento del nord" perchè "la settima onda" è il continuo della storia :P

      Elimina

 

Shut up, I'm reading Template by Ipietoon Cute Blog Design and Bukit Gambang